“Quante segnalazioni su episodi di islamofobia sono pervenute negli ultimi cinque anni al Comune di Torino?” Lo chiede con una interpellanza presentata oggi in Consiglio comunale la consigliera della Lega Elena Maccanti. “Vogliamo sapere - spiega l’esponente del Carroccio- se l’apertura degli sportelli anti islamofobia annunciati dall’amministrazione Lo Russo risponda a un’esigenza reale o se non sia, un’iniziativa ideologica”.
Divieto di burqa e niqab
“Il rischio - prosegue Maccanti - è che si bolli come islamofobo chiunque critichi certe pratiche legate all’estremismo islamico, come il velo integrale obbligatorio per le donne, che non è un simbolo di libertà ma di sottomissione”.
Su quest’ultimo tema la consigliera ha presentato lo scorso 24 marzo una mozione che chiede al Comune di Torino di vietare alle donne di nascondere dietro il velo il volto sui bus, anagrafe ed altri uffici pubblici. L'atto impegna inoltre la Città a valutare con la Prefettura, e gli altri organi, di applicare il Daspo Urbano per chi indossa il niqab o il burqa violando quindi questa norma.
"A Barriera gli italiani non possono più uscire di casa"
“A Barriera di Milano, Aurora, San Salvario il problema non è sicuramente un presunto razzismo contro i musulmani, ma il fatto che gli italiani non possano più uscire di casa per colpa di spacciatori, baby gang e delinquenti, frutto di una immigrazione incontrollata” chiosa Maccanti.