C'è un serbo, in Italia dal 1979. Accanto a lui un ragazzo di 26 anni ghanese, che parla con accento friulano perché dal 2017 vive a Pordenone con il padre. Sono queste alcune delle storie nascoste dietro le alte mure del Cpr di Torino, che ha riaperto lunedì scorso.
Sopralluogo di AVS
A raccogliere le voci di chi, da un giorno all'altro, si è ritrovato privato della libertà le consigliere regionali di AVS Alice Ravinale, Giulia Marro e Valentina Cera che oggi hanno effettuato un sopralluogo in corso Brunelleschi. Prima di entrare hanno dovuto aspettare 45 minuti perché un delegato della Prefettura ha voluto accompagnarle.
Chiuso dopo l'incendio
Rispetto a due anni fa, quando il Centro era stato chiuso dopo l'incendio appiccato dai detenuti, quasi nulla è cambiato. Sono stati ripuliti i locali e fatta la tinteggiatura. L'impianto di riscaldamento, che due giorni fa non funzionava, è stato sistemato. Al momento sono attive tre aree su sei, dove sono recluse venti persone. Nonostante i recenti lavori di ristrutturazione, si registra in una zona una perdita d'acqua.
"Questo - ha sottolineato la capogruppo Ravinale - è il modo più disumano di trattare l'immigrazione".
Le storie
Tra le persone rinchiuse dentro c'è un ragazzo del Ghana di 26 anni: ha frequentato ragioneria qui e tutta la sua famiglia si trova a Pordenone, nessuno è in Africa. Si trova dentro perché non è riuscito a rifare il permesso di soggiorno. C'è un egiziano di 21 anni che arriva da Milano ed è uscito dal carcere. Un signore serbo, arrivato nel 1979 in Italia, ha perso il lavoro e non è riuscito così a rinnovare il permesso di soggiorno: il suo pensiero è tutto per la compagna italiana Antonella.
Accanto a loro un ragazzo tunisino che ha compiuto 18 anni nell'ottobre scorso. È arrivato in Italia come minore straniero non accompagnato: è stato arrestato a Ventimiglia perché dormiva in un capanno per ripararsi dal freddo e dalla pioggia. "Sono venuto qui in Italia - ha raccontato alle esponenti di AVS - perché volevo andare avanti: mi avete fatto tornate indietro".
"Hanno solo violato la normativa Meloni"
"Queste persone - ha osservato la consigliera Valentina Cera - sono state fermate senza aver commesso nessun reato: sono qua dentro solo per aver violato la normativa di Meloni". A fargli eco la collega Giulia Marro: "Sopravvivere lì dentro non è facile. Se non esistono accordi con lo stato estero, la persona resta lì dentro e non può essere rimpatriata".
"Continueremo a visitare questa ferita aperta della città e del diritto, e a chiederne la chiusura" concludono Ravinale, Cera e Marro.