È il torinese Marco Rizzo, il coordinatore di Italia Sovrana e Popolare, ad aver partecipato ieri all'incontro del sindacato di polizia Siulp insieme al generale Roberto Vannacci. Prima dell'evento, Rizzo è stato intervistato da DixTV in una chiacchierata a tutto tondo su politica, società, da Torino all'America di Trump.
In passato Rizzo è stato membro del Partito Comunista insieme all'ex sindaco di Torino Piero Fassino, per poi allontanarsi dall'attuale sinistra in cui non si riconosce più. "Fassino era il segretario del PCI a Torino - ha raccontato -, era il mio segretario, poi a un certo punto ha detto: ‘Finalmente abbiamo una banca’.”
"Io sono nato a Borgo Vittoria - ha proseguito Rizzo nell’intervista a DixTV - sono andato a scuola all'istituto tecnico Peano, alcuni miei amici (ultras della Juve, io ero ultras del Toro) - sono morti nella curva del Fortino. Era il quartiere degli operai, dall'altra parte c'era Mirafiori. Nel 1980 ero ai cancelli della Fiat con Berlinguer, oggi c'è Elly Schlein che sta sui carri del gay pride, questa sinistra con me non c'entra nulla. Se Vannacci dice che è contro la guerra sono più vicino a Vannacci che a Fassino che parla di banche e profumi".
Sull'Ucraina: "La sinistra ha tradito"
Sulla guerra in Ucraina Rizzo ha pochi dubbi: "La sinistra ha tradito", sostenendo le armi senza volere realmente cercare una pace.
"Vannacci - sostiene - ha fatto delle dichiarazioni pubbliche nei confronti della guerra che entreranno nella storia, è un generale della Nato e le ha suonate al segretario generale della Nato Rutte. In queste ore è stato arrestato di nuovo il legittimo presidente futuro della Romania, prima hanno annullato le elezioni dove avrebbe vinto e dopo lo hanno arrestato. È questa la democrazia che dobbiamo difendere? La guerra in Ucraina è iniziata nel 2014 col colpo di stato fatto degli americani, lo hanno ammesso gli stessi Trump e Musk. Sono d'accordo con l'intervento del vicepresidente Vance: i nemici dell'Europa sono dentro l'Europa, i dirigenti che faranno scoppiare un'altra guerra probabilmente contro la Russia per tenersi le poltrone".
Contro "la sinistra Ztl che ha perso le periferie"
Ma a Rizzo non piace più parlare di destra e sinistra: a suo dire non è più quella la distinzione, e i valori delle due parti ormai si sono mischiati e sono irriconoscibili: "La sinistra prima prendeva i voti nelle periferie, adesso è arroccata nei centri delle città. Ora c’è ‘la sinistra ZTL', io con loro non c'entro nulla. La distinzione destra-sinistra è da tifosi, la battaglia è tra l’alto (le multinazionali e la grande finanza) e il basso (il ceto medio, il popolo, le piccole e medie imprese, lavoratori, artigiani, commercianti, operai). Questa deve essere la dottrina nuova: il sovranismo popolare".
E questo, secondo Rizzo, è il motivo della vittoria di Donald Trump, senza troppi ragionamenti complessi. "Le persone sono alla ricerca del buonsenso - ha spiegato -. Da troppi anni stiamo vivendo in Occidente un'accelerazione complessiva collegata alla globalizzazione, alla mondializzazione, al mercato, che non ha tenuto conto dell'animo umano, delle condizioni sociali: la gente comincia ad averne le scatole piene. Forse è lo stesso motivo per cui in America hanno votato Trump: non c'è la geopolitica nel voto a Trump, ma l’opposizione alla politica woke. Oggi Amici Miei non si potrebbe fare, non si può più fare niente. C'è un legame tra la politica, la guerra, l'economia, la politica woke: la trasformazione delle società in una differenza enorme tra élite e popolo. Oggi il ceto medio in occidente precipita verso il basso".
La posizione di Rizzo sull'Intelligenza artificiale
Una possibile soluzione? L'intelligenza artificiale. Che, se utilizzata per il bene di tutti, potrebbe portare a migliorare le condizioni delle fasce più deboli. Ma il rischio è che serva a confermare la supremazia dei più ricchi. "L'intelligenza artificiale - ha detto Rizzo - potrebbe ridurre i tempi di lavoro per produrre e avere i servizi. Questa riduzione può ottenere due risultati: lavoro per tutti, lavorando meno e vivendo meglio, o una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochissimi che sono più ricchi degli stati".
Aska: "Da circoli del proletariato a moda"
E per finire un commento sulla vicenda di Askatasuna: "La storia dei centri sociali nasce coi circoli del proletariato giovanile negli anni'70. Poi la bella storia dei centri di proletariato giovanile, che erano rivendicazioni delle periferie contro il centro, sono stati stralunati dalla commercializzazione, hanno perso l'identità ed è diventata una moda".
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