Momenti di tensione durante il sopralluogo degli esponenti del Consiglio comunale nella sede di Askatasuna. La città andrà avanti con il patto di collaborazione per trasformare l'edificio di corso Regina Margherita 47 in un bene comune, ma il centrodestra dice di no. Tensione anche con il consigliere di Radicali +Europa Silvio Viale, a cui inizialmente è stato impedito l’accesso da un gruppo di antagonisti.
Negato (inizialmente) l'accesso a Silvio Viale
Solo dopo una contestazione accesa, con riferimento alle accuse di molestie rivolte a Viale, dopo l’intervento degli altri consiglieri, l'esponente radicale ha potuto entrare nell’edificio, accolto però con un sottofondo musicare stile circo in segno di scherno. Proprio la sera precedente al sopralluogo, Viale aveva pubblicato su Facebook una foto dello stabile illuminato, insinuando ironicamente che all'interno si stessero facendo le pulizie in vista dell’ispezione.
In ogni caso il sopralluogo è stato reso possibile e partecipato da consiglieri di maggioranza e opposizione, entrambi con posizioni decisamente distanti tra loro. Infatti per la vicesindaca Michela Favaro il progetto andrà avanti, ma ora si tratta di instaurare "un dialogo che richiede tempo", a cui Favaro aggiunge: "Si tratta anche di fare mediazione, quello che sta facendo il Comitato dei proponenti, cercando un dialogo tra occupanti storici e il progetto comunale che verrà fatto".
L'ottimismo del centrosinistra
“Siamo soddisfatti di oggi, andiamo avanti all’interno di un percorso che sapevamo sarebbe stato lento ma necessario - così Sara Diena, capogruppo di Sinistra Ecologista in Comune - Ora l’importante è che la coprogettazione parta: come è stato detto, entro il 15 marzo sarà pronta la delibera”.
“Abbiamo affrontato la questione con senso di responsabilità, consapevoli della complessità della situazione. Il ruolo mediatore dei proponenti è stato determinante nel facilitare il sopralluogo, e ci auguriamo che questo metodo di lavoro possa portare a un esito positivo per tutti”, ha dichiarato Claudio Cerrato, capogruppo del PD in Consiglio Comunale. "L’impegno dell’amministrazione continua nel solco della legalità e del dialogo, con l’obiettivo di trovare soluzioni sostenibili e condivise per il bene della città".
"Tutto è perfettibile, ma un anno fa una commissione consiliare nella sede di Aska sarebbe stata impensabile. Non solo invece oggi si è potuta svolgere in clima di contestazione non violento, ma sono state possibili occasioni di confronto. Un modo per incontrarsi e provare a accorciare le distanze. È proprio in luoghi come questi, dove la lontananza è più marcata, che noi istituzioni dobbiamo esserci. Noi DemoS crediamo che la strada per costruire giustizia e legalità passi attraverso la ricerca del dialogo. I muri vanno abbattuti per creare ponti", ha detto Elena Apollonio, segretaria regionale di DemoS.
"Il progetto va avanti e si giungerà in un punto in cui finalmente si costruiranno le cose qui dentro, secondo l'ottica del bene comune – ha spiegato il referente del progetto Bene Comune, Ugo Zamburru – Siamo ancora nel processo in cui le parti, faticosamente, si sono avvicinate tutte. Non è una cosa che si risolve in un anno o in un mese, man mano ci si conoscerà tra le varie posizioni e si andrà avanti".
Il Centrodestra sulle barricate
La replica del centrodestra, proveniente anche dai banchi del Parlamento, non si è fatta attendere, contrariato dalla contestazione ma soprattutto dal riscontro del sopralluogo.
"Nel bene o nel male siamo riusciti a mettere piede nella sede di Askatasuna, che in realtà è del comune di Torino – ha spiegato il consigliere di Torino Libero Pensiero, Pino Iannò – Anche se in maniera virtuale abbiano visto lo stabile, che possiamo dire non essere una struttura disabitata, come si può vedere dalle stanze interne che sembrano proprio non essere disabitate. Sia la vicesindaca che l'assessore Rostalelli sostengono questa occupazione, ora basta".
"Io mi sono sentito violentato, toccato da tutte le parti e mi veniva impedito di passare senza dover per forza calpestare gli altri colleghi", racconta dopo il sopralluogo il consigliere di FdI Ferrante De Benedictis. "La colpa qui è della maggioranza che si presta a tutto questo", ha poi aggiunto il capogruppo Giovanni Crosetto.
"Se agli antagonisti piacciono così tanto i pagliacci, al posto del centro sociale facciamo costruire un bel McDonald’s – ha spiegato il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca – Con oggi si è superato il limite: chiediamo al ministro Piantedosi lo sgombero immediato dell’immobile occupato dal Askatasuna e pretendiamo il sostegno del sindaco e di tutta la maggioranza. Chi non interviene è complice: Lo Russo e i suoi per una volta facciano qualcosa di buono per Torino e per i torinesi".
Forza Italia: "Lo Russo sta con i delinquenti?"
“Poniamo tre semplici domande come Forza Italia al sindaco di Torino: che di fronte a questa provocazione il Comune di Torino continuerà il dialogo con Askatasuna e non disporrà lo sgombero? Abbiamo avuto consiglieri comunali sequestrati durante tutta la durata del sopralluogo perché non potevano più uscire dal cortile. Il sindaco di Torino continuerà a dichiarare, come fatto durante una intervista, che difendere Askatasuna è difendere la libertà e democrazia? E infine costringere dei cittadini a calpestare le facce di rappresentanti delle istituzioni repubblicane non configura il vilipendio alle istituzioni?”: a chiederlo il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, segretari Provinciale e Cittadino di Forza Italia.
“Lo Russo e la sua maggioranza devono chiarire una volta ai torinesi per tutte da che parte stanno. Dalla parte delle istituzioni o da quella dei delinquenti?”, si sono domandati i due esponenti azzurri.