Due settimane di cassa integrazione, per Mirafiori: quelle che andranno dal 19 ottobre al 3 novembre. L'ufficialità è arrivata oggi, in occasione dell'incontro tra l'azienda e i sindacati.
Stop per Maserati e 500 Bev
Lo stop riguarderà non solo la linea Maserati, ma anche quella della 500Bev, la locomotiva che in questi mesi aveva trascinato i volumi produttivi della storica fabbrica Stellantis verso l'alto. Una doccia fredda, anche perché - riferiscono i rappresentanti dei lavoratori - la cassa è dovuta a un calo della domanda.Nella stessa occasione, l'azienda ha comunicato che ci saranno "prestiti" verso i settori delle Meccaniche e delle Presse, ma anche verso lo stabilimento di Pomigliano, in varie forme e di varia durata.
"Non possono essere i prestiti verso meccaniche, presse e Pomigliano la soluzione al problema di occupazione - commentano le rsa di Fiom Cgil, per voce di Giacomo Zulianello -. Per ovviare alla continua cassa integrazione che si prospetta per i prossimi mesi alla carrozzeria di Mirafiori, è necessario l'arrivo di nuovi modelli. Ovviamente la notizia della cassa integrazione ci conferma la preoccupazione espressa in tempi non sospetti".
"Pagano sempre i lavoratori"
"Anche se riteniamo positiva l'attività di prestiti verso altre realtà e la partenza sia dell'economia circolare sia quella alle ex fucine che alle presse, evidenziamo che le produzioni si fermeranno per oltre 2 settimane e ancora una volta a pagare saranno sempre e solo i lavoratori e le lavoratrici in termini di salario. Serve un nuovo piano industriale che dia piena e nuova occupazione allo stabilimento", concludono.
"Vogliamo un incontro territoriale"
"La comunicazione aziendale del futuro periodo di CIGO su entrambe le unità produttive coinvolgerà poco meno di 2400 lavoratrici e avoratori per un consistente periodo di tempo - aggiunge Rocco Cutrì, segretario di Fim Cisl Torino -. Evidentemente negativa è la situazione delle produzioni Maserati che sembrano avere prospettive sempre più incerte. Lo stop alle produzioni della 500 BEV causato da una riduzione della domanda risulta preoccupante. Occorre concretizzare nel più breve tempo possibile l’incontro territoriale richiesto dalle sigle sindacali per affrontare tutte le tematiche sul tavolo".
"Serve un nuovo modello"
"La comunicazione di cassa integrazione alle Carrozzerie dà ulteriore conferma alla nostra convinzione che allo stabilimento di Mirafiori serve un nuovo modello - concorda Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino -. Sarà questa la richiesta che porteremo sia al prossimo tavolo con l'azienda, che sarà calendarizzato a breve, sia a quello che seguirà con le istituzioni locali".
"Non basta il Battery technology center"
E preoccupazione mostra anche Ciro Marino, segretario UGL Metalmeccanici Torino: "L’innagurazione del BTC, Battery technology center non rassicura l’occupazione della popolazione Stellantis, urge un altro modello per dar seguito alle dichiarazioni fatte precedentemente".