Attualità | 05 aprile 2025, 10:59

Uffici Immigrazione, Cgil all'attacco: "Basta con la propaganda: le code non sono affatto abolite"

Il sindacato interviene dopo il sopralluogo del presidente Cirio e del Questore Sirna

Uffici Immigrazione, Cgil all'attacco: "Basta con la propaganda: le code non sono affatto abolite"

"Non sappiamo esattamente cosa abbiano visto Cirio e il Questore, ieri mattina, presso i locali dell’Ufficio Immigrazione di Corso Bolzano/Via Ruffini, aperti da un mese dopo le continue proteste della CGIL, che da due anni denunciava l’inaccettabile condizione di Corso Verona e che da mesi presidia le code per accedere agli appuntamenti" lo scrive in una nota stampa CGIL

"Noi vediamo situazioni molto diverse e le foto dei nostri presidi, che ogni settimana organizziamo presso le nuove sedi degli Uffici Immigrazione, lo testimoniano.

La situazione presso gli uffici immigrazione non è affatto cambiata, non sono diminuite le code né i tempi di attesa per ottenere i titoli di soggiorno. Si è superata la condizione di assenza totale di dignità in cui quei richiedenti sono stati lasciati a lungo fino a quando la CGIL non le ha con forza denunciate: code lunghissime di notte, al freddo, alla pioggia, di bambini, donne incinte, anziani. Code che ancora esistono però, perché i tempi per il rilascio dei titoli i soggiorno non sono affatto ridotti e non potrebbe essere altrimenti, manca il personale per garantire la legge.

Tra Questura e Prefettura, sono più di trenta i lavoratori, impiegati con contratti a termine, per svolgere un compito tutt’altro che emergenziale.

Organico per il quale è necessario e urgente procedere a una stabilizzazione immediata perché, nel caso in cui il loro contratto venisse interrotto, si registrerebbe una situazione di stallo amministrativo, troppe volte vista in questi anni, causa delle interminabili code della vergogna.

Suggeriamo a Cirio di venire con noi la mattina presto, dal lunedì al giovedì, quando gli uffici sono a pieno regime, come facciamo noi da mesi. Fare passerelle mediatiche di venerdì, quando - lo scrive anche la Questura sul suo sito - gli uffici per i rinnovi e i rilasci sono chiusi, è un atto di propaganda e nulla più.

Il funzionamento corretto di questi sportelli che, ricordiamo, rilasciano documenti necessari alle persone migranti per vivere e lavorare nella legalità, potersi curare, studiare e ribellarsi allo sfruttamento lavorativo e abitativo deve essere una priorità di uno Stato civile.

Sono inoltre l’unico modo per non finire in un CPR da irregolari, come è accaduto a un giovane tunisino di soli 18 anni, attualmente detenuto in quello di Torino.

Alcuni giorni fa abbiamo scritto al Questore e al Prefetto per segnalare, ancora una volta, le lunghe code presso gli sportelli immigrazione della città. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

I tempi di attesa possono ridursi solo incrementando il personale e formando quello attualmente addetto, per erogare un servizio adatto a garantire i diritti di queste persone.

Basta propaganda! Servono soluzioni.

Soluzioni che a inizio del 2025 avevamo cominciato a individuare a un tavolo, chiesto dai sindacati, in sede di Consiglio Territoriale per l’immigrazione. Tavolo che ha dato origine a un Protocollo che è fermo da quasi due mesi perché né la Giunta Piemontese né quella torinese hanno ancora deliberato la sottoscrizione.

Perché non si procede con quanto stabilito?

Caro Presidente, meno sopralluoghi con foto opportunity e più atti e concretezza. Le code e le persone che le fanno ogni giorno ringrazierebbero".


comunicato stampa

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Federica Monello

Giornalista pubblicista, ascoltatrice vorace di musica, amante di tutto ciò che è cultura. Nasco e cresco in Sicilia dove da studentessa di Lettere Moderne muovo i primi passi nel giornalismo, dopo poco unisco la scrittura alla passione per la musica. Giungo ai piedi delle Alpi per diventare dottoressa in Comunicazione e Culture dei media e raccontare di storie di musica, versi, suoni e passioni.

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