Una panchina che racconta, ispira, educa. Le bibliopanchine, simboli urbani contro il degrado e la criminalità, ma soprattutto strumenti di informazione e riflessione sociale, tornano a colorare le piazze della Circoscrizione 6. Entro maggio l’associazione Arcobaleno donerà una nuova panchina d’autore alla città, ma quest’anno con una novità assoluta: a realizzarla sarà uno studente del Primo Liceo Artistico.
La nuova bibliopanchina nascerà infatti da un progetto PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) che ha coinvolto l’intera classe 5P di indirizzo Design Industriale. I quattordici studenti hanno realizzato ciascuno una proposta artistica, esposta in una mostra aperta al pubblico dal 5 all’11 aprile 2025 presso la Sala Consiliare della Circoscrizione 6, in via San Benigno.
Saranno i visitatori, insieme a una giuria tecnica composta da fotografi, artisti e videomaker selezionati da Arcobaleno, a decretare il progetto vincitore.
L’opera scelta sarà poi realizzata collettivamente dalla classe intera e installata in uno degli spazi pubblici della Circoscrizione 6, trasformandosi in un’autentica opera d’arte urbana.
In un anno 70 panchine vandalizzate, ma non le bibliopanchine
"Le bibliopanchine non sono semplici arredi–commenta il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto –. Sono simboli forti, rispettati da tutta la comunità. In un solo anno abbiamo sostituito più di 70 panchine vandalizzate, ma le bibliopanchine restano intatte. Vogliamo che ogni panchina possa diventare un’opera capace di far riflettere. Il messaggio è più importante della forma”.
"Abbiamo chiesto ai ragazzi di interpretare il disagio, personale o collettivo, attraverso l’arte–spiega Fabrizio Ritorto referente della sede di Arcobaleno in Barriera–. Le opere sono scenografiche e ricche di significato, anche grazie al supporto di due insegnanti del liceo. Non volevamo una gara, ma avevamo bisogno di un’idea forte per la quarta bibliopanchina, inizialmente pensata per artisti già affermati. Coinvolgere i giovani è stato un atto necessario e bellissimo. Se il progetto verrà nuovamente confermato, anche il secondo classificato vedrà la sua panchina realizzata".
Anna Grassano, docente del Primo Liceo Artistico, racconta il percorso didattico: “Abbiamo iniziato con l’analisi della panchina come elemento urbano, per poi passare a un restyling cromatico e concettuale. Ogni studente ha espresso la propria visione mantenendo le caratteristiche funzionali dell’oggetto”.
Le voci degli studenti
Ogni progetto racconta, una storia personale, una riflessione, Come quello di Victor, che spiega: “La mia panchina si intitola Cyanos, un colore associato al sentimento della sofferenza. L’ho unito alla punteggiatura, che rappresenta l'ansia e depressione”.
Gaia ha lavorato, ispirandosi al labirinto di Cnosse, sull’identità: “Ho rappresentato la paura di perdersi e di restare isolati, ma anche la forza interiore che permette di uscirne. A volte serve un’ancora, qualcuno che ti aiuti e a volte trovi dentro di te il coraggio di farcela da solo”.
Andreea ha scelto un linguaggio delicato e personale: “Mi sono ispirata alla figura di Heidi, un personaggio simbolica dell’infanzia difficile. Veniva trattata male dalla zia, aveva superato forti traumi come la perdita dei genitori da piccola, ma comunque era sempre allegra e trasmetteva la sua gioia a chi le stava intorno. Come lei, anche io credo nella forza della positività nonostante tutto”.
Elisa ha esplorato la dualità tra informazione e ansia: “La mia panchina si chiama Quotidianità e riflette su come la paura di non sapere, o di sapere troppo, possa generare disagio. Ma leggere giornali e informarsi può anche essere una forma di rifugio per non sentirsi isolati dal mondo. Allo stesso tempo un libro alternativo potrebbe far riscoprire il proprio io interiore”.
Alessandra ha voluto raccontare la paura dell’abbandono: “Un’emozione che tocca tutti, in misura diversa. L’ho voluta tradurre visivamente per condividerla”.