Attualità | 03 aprile 2025, 18:34

Qualità della differenziata bassa? Acea Pinerolese Industriale lancia una campagna

Il sindaco di Pinerolo, però, chiede “operazioni shock” per ottenere un miglioramento

Il lancio della campagna di comunicazione Acea

Il lancio della campagna di comunicazione Acea

Prima un questionario per sentire la voce degli utenti. Ora una campagna per migliorare la qualità e la percentuale della raccolta differenziata. Acea Pinerolese Industriale si muove per rispondere alle pressioni dei Comuni, ma per il sindaco di Pinerolo Luca Salvai una campagna di comunicazione rischia di non essere sufficiente: “Servono operazioni shock”.

L’azienda dei rifiuti ha presentato stamattina il suo piano, che segue il questionario a cui hanno aderito 1.177 persone, in prevalenza donne. Dalle risposte è emerso come nel 72% dei casi ci siano problemi con il conferimento degli ingombranti. A seguire plastica e metalli al 22%. Proprio la plastica è il cruccio principale, perché il Consorzio dei Comuni del Pinerolese sta perdendo contributi su contributi, perché la qualità è troppo bassa. L’impurità infatti supera il 20%. E non mancano, come prova il questionario, incertezze proprio sul suo conferimento: solo il 40,9% sa che la plastica dura, come i giocattoli, non vanno conferiti nel cassonetto.

Per migliorare la differenziata, Acea mette in campo una strategia multipla di comunicazione sotto lo slogan ‘Il nostro impegno per fare di più insieme’, usando anche cartoline con informazioni su carta e cartone, vetro e plastica e metalli, stand informativi in mercati e fiere e la promozione dell’app Junker che aiuta in tempo reale e può essere utile quando si è di fronte al cassonetto e non si sa se si può buttare o meno un rifiuto.

Secondo Salvai, però, la campagna rischia di raggiungere o interessare solo le persone già sensibili al tema e non avere risultati pratici che si otterrebbero con operazioni shock come “chiudere tutti i cassonetti, regolando l’apertura con tessera, impedire alle utenze non domestiche di usare i cassonetti in strada o fare un porta a porta della plastica”. Insomma, azioni che portino a rivedere le proprie abitudini e possano fungere da stimolo per eseguire correttamente la divisione dei rifiuti.

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