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Economia e lavoro | 03 aprile 2025, 16:39

Dazi e crisi auto, Cisl alza la guardia: “Puntare su auto ed eccellenze per uscire dalla crisi”

Primo giorno di congresso per il sindacato torinese. Filippone: “Riportare le produzioni, basta con le delocalizzazioni”. Fumarola: “Sui dazi serve una risposta europea”

Filippone e il sindaco Lo Russo

Filippone e il sindaco Lo Russo

Crisi che arrivano da lontano, ma anche emergenze recenti, quasi immediate. La due giorni di congresso della Cisl Torino e Canavese si apre a poche ore dall’annuncio dei dazi degli Usa di Donald Trump e nel pieno di una transizione automotive che lascia col fiato sospeso.

La paura dei dazi

E se domani al Santo Volto sarà presentato il documento con le proposte per il rilancio del territorio, oggi è il giorno delle analisi. Impossibile non partire da Trump: “Dai dazi temiamo ripercussioni su tutti i settori, ma soprattutto su automotive, agroalimentare e farmaceutica - dice Daniela Fumarola, leader nazionale della Cisl -. Serve una strategia con le parti sociali per tutelare produzioni e occupazioni. Anche l’Europa deve fare scelte con strategie coese, senza discriminare tra i Paesi. I dazi non hanno mai fatto bene a nessun tipo di economia e bisogna far tornare indietro Trump. Nessun posto di lavoro deve andare perso e bisogna andare a cercare nuovi sbocchi commerciali”.

Sulla stessa linea anche Giuseppe Filippone, da un mese eletto segretario generale di Cisl Torino e Canavese e al suo primo Congresso da vertice sindacale. “I dazi ci preoccupano perché rappresentano una guerra commerciale che non fa bene a nessuno, né a noi, né alla Ue, ma tantomeno agli Stati Uniti - ribadisce -. Ma già in passato non hanno portato nulla di buono, soprattutto agli Usa. Serve una risposta del sistema Europa, senza ragionare a compartimenti stagni, rischiando di lasciare qualcuno indietro”.

Crisi auto (e non solo)

Sul fronte dell’auto, invece, il pensiero non può non andare a Stellantis. “Per l’automotive va tutelata la filiera - dice Fumarola -, ci sono tantissime aziende dell’indotto che vanno difese. E ci aspettiamo che vengano rispettati gli impegni presi da Stellantis".

E Filippone sottolinea come “Su Torino la situazione è borderline: abbiamo oltre una crisi a settimana e si sta esaurendo la cassa integrazione. Ci sta arrivando addosso qualcosa di grave. Va osservato il lavoro andando anche oltre gli ammortizzatori sociali. Bisogna far tornare il lavoro sul nostro territorio e la delocalizzazione è diventata una cosa inaccettabile: abbiamo competenze e know how”. I numeri dicono che tra il 2008 e il 2023 si sono persi nella nostra regione 44mila posti di lavoro e Torino continua a essere la provincia più cassintegrata d’Italia.

Documento per Torino

Su questa situazione si innesta il documento che domani Cisl Torino presenterà con una serie di analisi e proposte. “È un documento frutto di uno studio che ha messo in luce le mutazioni che hanno interessato la città. E si individuano delle priorità che, insieme alle altre parti, devono trovare risposta in un cammino che ci porti fuori dalla crisi. Ma per farlo bisogna conoscere meglio il territorio, tra punti di debolezza ed eccellenze. Ne abbiamo tante, di eccellenze, tra aerospazio e hi-tech, che possono dare una spinta e una svolta”.

Unità sindacale?

Nella mattinata di Congresso, alla presenza anche del sindaco Stefano Lo Russo e dei segretari generali di Cgil e Uil torinesi, Federico Bellono e Gianni Cortese, si è parlato anche di unità sindacale. “Sul fronte dei rapporti unitari, con le altre due organizzazioni sindacali confederali territoriali, l’auspicio è che si possa continuare nel solco degli anni precedenti, a ragionare e lavorare in maniera più unitaria, nonostante le divergenze su parecchie questioni di merito nell’ultimo periodo. Torino è storicamente una piazza sindacale importante, un laboratorio di idee e innovazioni. Come segreterie territoriali di Cgil Cisl Uil è preferibile un dialogo schietto, franco, basato su contenuti, pragmatico e non ideologico, concentrandosi su temi che alimentano l’agire unitario”. 

Massimiliano Sciullo

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