In centinaia sono scesi in piazza Castello a Torino con le bandiere della Turchia, domenica 30 marzo, per difendere la democrazia nel loro paese. Così come è avvenuto in numerose città in tutta Europa.
L’iniziativa è stata promossa dagli studenti Turchi di Torino. Tra i motivi della protesta c’è la situazione attuale in cui versa lo stato guidato da Recep Taypp Erdogan.
Nei giorni scorsi è stato arrestato il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, rappresentante del Partito Repubblicano del Popolo, incarcerato con accuse di corruzione. Al centro della protesta anche le politiche interne accusate dai manifestanti di reprimere le idee degli oppositori, oltre a violare i diritti umani.
Tra le richieste avanzate dagli studenti la libertà per i detenuti oppositori al governo Erdogan, il rispetto per la volontà popolare oltre alla libertà accademica e i diritti democratici.
"La Turchia sta attraversando un periodo paragonabile ai tempi della legge marziale e dei colpi di stato - commentano l’iniziativa gli studenti torinesi turchi -Il diritto di voto e di essere eletti è di fatto sospeso, l’indipendenza della magistratura viene minacciata e le libertà fondamentali sono in pericolo. Il popolo turco sta subendo una repressione senza precedenti, mentre il governo intensifica il controllo attraverso arresti politici, censura e l’uso della forza contro i cittadini.”