Giovedì 27 marzo, arriva a Torino la campagna “The Unheard Voice” di Medici del Mondo, che denuncia le barriere che ostacolano l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), richiesta da oltre 5.000 donne l'anno solo in Piemonte, e fa ascoltare cosa realmente accade nelle strutture sanitarie, tra linguaggio denigratorio, obbligo di ascoltare il “battito del feto”, antidolorifici negati.
Dalle ore 10.30, nella speciale installazione (una teca trasparente che riproduce un piccolo ambulatorio ginecologico), allestita in via S. Ottavio – angolo Via Verdi, sarà infatti possibile ascoltare le frasi realmente pronunciate dal personale sanitario, come “Doveva pensarci prima!”, “Ti sei divertita, ora paghi”, “Siamo donne, dobbiamo soffrire”: testimonianze reali di donne che, a fronte del proprio diritto di richiedere un'IVG, hanno subito abusi e violenze inaccettabili.
L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Torino. Nell'occasione, Elisa Visconti, Direttrice di Medici del Mondo Italia, insieme alla rete +194 Voci, Obiezione Respinta e Non Una di Meno Torino, nonché diverse personalità politiche, presenterà dati e testimonianze raccolte sul campo, offrendo un quadro chiaro dell’impatto delle politiche antiabortiste in Italia e in Piemonte, che, da regione pioniera nell’introduzione dell’aborto farmacologico, è ora teatro di politiche che rendono sempre più difficile l’accesso all’IVG - emblematico il caso della "Stanza dell'Ascolto" aperta all’ospedale Sant’Anna.