Più mezzi pubblici, meno auto, zone 30 km/h e più arre pedonali e piste ciclabili: ecco il piano trasporti pensato da Legambiente per Torino. L'associazione ha analizzato i progressi nel percorso che dovrebbe portare a raggiungere, nel 2030, gli obiettivi che la Città si è data seguendo le linee guida dell'Unione Europea sulla riduzione di inquinamento ed emissioni. Cinque anni per ridurre l'inquinamento del particolato PM10 del 25% e del biossido di azoto NO2 del 36%, come è emerso dal rapporto "Mal d'aria" di Legambiente, che ha analizzato la qualità dell'aria torinese nel 2024 e fatto scattare i campanelli di allarme per il poco tempo a disposizione e la difficoltà degli obiettivi da raggiungere.
Difficile ridurre queste particelle inquinanti con il numero di automobili presenti in città, che è addirittura in aumento: l'obiettivo per il 2030 è di avere meno di 35 auto ogni 100 abitanti, mentre erano 62 torinesi su 100 a possedere un'auto nel 2022, saliti a 69 nel 2024. Si tratta della città col tasso più alto in Italia, oltre al fatto che un'auto su quattro è a motore diesel, il più inquinante. Il 47% degli spostamenti in città viene effettuato in auto, contro solo all'11,4% con i mezzi di trasporto pubblici. La conseguenza di questi numeri sono gli incidenti con morti e feriti: 5 l'anno ogni 1000 abitanti, da portare sotto i 2.
Legambiente sottolinea come Torino abbia un potenziale inespresso per quanto riguarda il trasporto pubblico, da incrementare e potenziare. Secondo il portale Go-mobility, il 60% degli spostamenti sarebbe sotto i 5 km. Il punto di forza della città sono i 73km di linee tranviarie: Torino è la seconda città in Italia per numero di tram, dopo Milano, con 245.
Positivi invece sono i km di piste ciclabili presenti in città: 258 a fronte dell'obiettivo di 270, quindi quasi raggiunto. Lontano invece l'obiettivo delle strade con il limite di velocità a 20 o 30 km/h: sono 272 mentre l'obiettivo è di 1300. Secondo Legambiente, guardando ai dati di Tom Tom traffic index, la velocità percorsa mediamente a Torino è già inferiore ai 15 km/h nelle ore di punta e solitamente inferiore a 30, mostrando come Torino sia adatta a diventare una Città 30.
La chiave, secondo l'assessora alla transizione ecologica Chiara Foglietta, sta sia nei finanziamenti sia nell'educazione dei cittadini. "Si deve fare ancora molto - ha dichiarato al tavolo organizzato da Legambiente - ma tutto prescinde dal fatto che il Governo, come quelli prima, non finanzia sufficientemente il trasporto pubblico locale. Se vogliamo le città libere dalle auto dobbiamo investire, alcune famiglie non possono nemmeno più permettersele e i giovani non prendono la patente a 18 anni. I nostri autisti di autobus sono pochi perché la paga è troppo bassa. Bisogna fare un profondo lavoro culturale sui nostri cittadini, prima di fare Città 30, non basta la telecamera. Il cantiere è l'unico modo per aumentare i binari ma scontentano i cittadini che si lamentano".