"Esprimo tutto il mio sostegno a coloro che in queste ore stanno protestando contro una pessima scelta della giunta regionale uscente. In pratica, l'amministrazione Cirio ha deciso di destinare l'equivalente di mille convenzioni annue a un ulteriore bonus per i gestori privati delle strutture assistenziali per malati cronici non autosufficienti", così Gianna Pentenero, candidata alla presidenza della Regione per il centrosinistra, commenta uno degli ultimi provvedimenti adottati dall'esecutivo regionale prima del voto.
Come hanno già sottolineato alcune realtà del terzo settore, ad esempio la Fondazione Promozione Sociale Onlus, è "una misura che non ha alcun impatto concreto sulle spese che utenti e famiglie devono affrontare: quelli in convenzione continueranno a pagare la quota alberghiera esattamente come prima; quelli non in convenzione (contratti privati da oltre 3mila euro al mese, perché le ASL hanno loro negato il diritto alla quota sanitaria) continueranno a pagare l'intera retta di tasca loro".
Inoltre, ricorda Pentenero, si tratta di un ennesimo spostamento di risorse, senza realmente aggiungere budget. "Anzi, come hanno sottolineato i soggetti che operano nel settore - ha aggiunto Pentenero -, il provvedimento regionale toglie fondi alle convenzioni Lea. La giunta toglie 18 milioni di euro di quote sanitarie (Lea) per un ulteriore bonus ai gestori, dopo l'aumento delle rette che è stato già riconosciuto loro nel 2022 e ha significato aumenti e rincari per gli utenti delle strutture a fronte di servizi invariati".
"Siamo pronti, come nuova giunta regionale del Piemonte, a riaprire il confronto con tutte le parti interessate e non solo con i gestori privati per scrivere un nuovo piano socio-sanitario, affrontando con un 'Tavolo Lea', al quale siano invitate anche le associazioni impegnate nella difesa dei diritti di chi non è in grado di difendersi a causa della sua condizione di non autosufficienza", ha concluso Pentenero.
La replica della Regione
La Regione precisa "Nessun taglio ai Lea e nessun taglio alle convenzioni". "Questo è ciò che prevede la dgr: il mantenimento dell'equilibrio contrattuale tra prestazioni e corrispettivi nel rispetto del DPCM LEA 2017; la ricognizione degli aumenti di spesa indotti dai contratti collettivi di lavoro e dall'inflazione programmata da computarsi nel rispetto delle disposizioni del DPCM LEA 2017 e del "Patto per un Welfare innovativo e sostenibile", tenendo conto, altresì, di eventuali adeguamenti di rette già riconosciute; l'allocazione delle risorse necessarie per garantire il rispetto del DPCM LEA 2017; il mantenimento di un numero di convenzioni sanitarie non inferiore a quello attivato nel 2023 su tutte le tipologie di utenti presenti nelle strutture accreditate".