Il Comune e le Circoscrizioni di Torino, riuniti nella Conferenza Sanitaria e Sociosanitaria, indicano la strada all'Asl cittadina e alle 2 aziende ospedaliere, Città della Salute e Mauriziano: le linee di indirizzo, votate a maggioranza con la sola opposizione degli enti decentrati governati dal centrodestra (la 5 e la 6, ndr) sono state presentate oggi pomeriggio.
Il contesto
Conclusioni e obiettivi sono stati tratti da un analisi di contesto, che vede il costante invecchiamento di una popolazione che diventa sempre più fragile, l'influenza dei cambiamenti climatici, la fase post Covid19, l'aumento della spesa sanitaria privata e della rinuncia alle cure, l'andamento epidemiologico e una rete ospedaliera da rinnovare: “La sanità - ha precisato l'assessore al welfare della Città Jacopo Rosatelli – è in capo alla Regione, ma pochi sanno che ai Comuni spettano poteri di indirizzo sullo sviluppo dei servizi sanitari e sociosanitari. Questo organismo corrisponde alla Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana: c'è un dialogo con le 3 aziende sanitarie, ma se le loro azioni si discostano da quanto stabilito, le stesse devono motivare”.
Gli obiettivi
A fronte di queste premesse, la Conferenza ha deciso di puntare sulla riduzione di tutte le liste d'attesa, comprese quelle per le prestazioni diagnostiche, per la residenzialità, la domiciliarità, i ricoveri ospedalieri e per gli ausili, sull'implementazione delle Case di Comunità con l'integrazione sociosanitaria e la formazione di equipe multidisciplinari (con l'inserimento di medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ndr), sull'equilibrio nell'offerta della medicina generale, sulla piena attuazione del protocollo con l'Asl per la prevenzione, sul potenziamento della neuropsichiatria infantile e più in generale degli interventi in favore di minori e famiglie, sull'assistenza domiciliare agli over 65 con l'obiettivo di raggiungere quota 10% e sulla gestione delle carenze in alcune zone della città.
Focus specifici
A questo si aggiungono focus su tematiche più specifiche come la disabilità, con la predisposizione di progetti di vita individualizzati e partecipati dalle stesse persone, e la violenza sulle donne, con la formazione di tutti gli operatori, il potenziamento della rete dei consultori, dei servizi per i migranti, per la salute mentale e per la salute sessuale con il Centro per la Disforia di Genere delle Molinette.
E ancora, l'attuazione del protocollo d'intesa sulle gravi marginalità e della Dgr sulle dipendenze e le sostanze psicoattive con la promozione dei principi della riduzione del danno e dei rischi, il miglioramento della sanità penitenziaria con il coinvolgimento del garante dei detenuti e un'attenzione ai disturbi alimentari. Il tutto valorizzando il ruolo delle scuole e delle forze dell'ordine.