Uno su dieci. Anzi, anche qualcosa in più. E' questa la proporzione degli esuberi ufficializzati oggi su Torino e provincia da Stellantis ai sindacati metalmeccanici: 1.520 persone che saranno interpellate per un'uscita volontaria anticipata dall'universo della fabbrica nata dalla fusione tra Psa e Fca. Su un totale di circa 12mila dipendenti complessivi a Torino e provincia, nelle varie articolazioni del gruppo.
Ecco come saranno suddivisi
In particolare, circa la metà (733) saranno impiegati degli enti centrali, mentre altri 300 sono attualmente in servizio alle Carrozzerie di Mirafiori. Ma il cerchio si amplia coinvolgendo anche altre realtà cittadine, con numeri più ridotti: dalle presse (40) alla costruzione stampi (15) fino a Shop Grugliasco, Pcma, Fca Security, Costruzione Sperimentali, Mopar, Centro ricerche Fiat, Fca services (72) e addirittura Sisport.
La clava che continua a colpire Mirafiori
Una notizia che arriva come una doccia gelata non solo sulle prospettive, ma anche sulle richieste che, invece, i sindacati intendono avanzare al ceo di Stellantis Carlos Tavares e alla proprietà. "E' incredibile come la clava di Stellantis continui a battere incessantemente sulla testa di Mirafiori e Torino - commenta Edi Lazzi, segretario generale della Fiom-Cgil di Torino -. In coerenza con la nostra posizione di avere un piano complessivo di rilancio per Mirafiori che deve prevedere anche delle assunzioni, e non certo il continuo svuotamento dello stabilimento, abbiamo deciso come la volta precedente, di non firmare e non accompagnare il processo di dismissione del nostro maggior sito industriale (come a livello nazionale, ndr). Andremo avanti sulla strada di perseguire il bene di Mirafiori e della città di Torino puntando ad ottenere un progetto complessivo sull’automotive, fatto di nuove produzioni, assunzioni, progettazione di auto e componentistica".
E Gianni Mannori responsabile di Mirafiori per la Fiom-Cgil aggiunge: "Dopo l’ennesima comunicazione di cassa integrazione per i lavoratori della 500 elettrica, che andrà dal 22 aprile al 5 maggio, oggi c’è quella degli esodi incentivati che su Torino sono un totale di 1520, una cifra altissima con numeri impressionanti soprattutto per gli impiegati degli Enti Centrali. Saremmo stati anche disponibili a firmare gli esodi e siamo andati all’incontro con tutte le buone
intenzioni, ma a fronte delle risposte negative da parte dei responsabili aziendali sulla nostra richiesta di un piano industriale e di assunzioni in sostituzione di chi va via, certo non potevamo firmare nessun tipo di accordo. Continueremo ad opporci a questo declino con tutte le nostre forze".
"Situazione sempre più drammatica"
Decisamente perplesso anche Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino: "I numeri richiesti dall'azienda a Torino sono alti e questo ci deve far riflettere sul fatto che la situazione è sempre più drammatica. E' urgente accelerare il confronto con Stellantis e istituzioni per creare un vero progetto di rilancio per Mirafiori".
"No a licenziamenti forzati"
Cerca di cogliere il lato positivo Fim Cisl, sottolineando come "Gli esuberi annunciati oggi nel gruppo Stellantis che sono coerenti con i numeri dichiarati precedentemente e non raggiunti, sono da riportare all'accordo di separation che prevede la possibilità di uscite incentivate esclusivamente su base volontaria da parte dei lavoratori". E Rocco Cutrí, segretario Generale FIM-CISL Torino e Canavese, aggiunge: "Questo esclude la facoltà di procedere unilateralmente con licenziamenti forzati da parte di Stellantis. La criticità del settore automotive nell'area torinese é nota da tempo ed è sempre più necessario che Stellantis presenti quelle soluzioni industriali e quei progetti che in prospettiva, possano garantire il rilancio dell'occupazione e dell'industria automobilistica. Con questo spirito perseguiremo questo importante obiettivo a salvaguardia dell'intero settore automotive".
"Ma adesso bisogna pensare anche alle assunzioni"
"Accompagnare i dipendenti alla pensione o aiutarli, con la clausola di active placement, a trovare realtà più confacenti ai loro bisogni, aiuta a gestire il momento di difficoltà del comparto, ma l'accordo di uscite deve essere assolutamente connesso ad un discorso di nuove assunzioni - aggiunge il segretario territoriale Fismic Confsal, Sara Rinaudo -. Mirafiori non deve via via svuotarsi di tutte le professionalità e divenire un solo ricordo di ciò che era, ma rifiorire tramite nuove competenze di giovani. Serve assolutamente far ripartire la produzione con ulteriori modelli. Avere tutte le produzioni della 500 a Mirafiori garantirebbe la produzione di 200mila nuove vetture l’anno e la saturazione dell'occupazione, interrompendo i periodi di cassa integrazione e l'utilizzo di contratti di solidarietà, e permetterebbe l'assunzione di nuova forza lavoro".
"Chiediamo al Governo di ripristinare immediatamente il contratto di espansione, poiché è uno strumento in grado di supportare il cambio generazionale e chiediamo anche di allungare i limiti imposti dall’attuale legislazione sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e di diminuirne il costo per le aziende del settore", aggiunge il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo.
"Invertire la tendenza con la manifestazione del 12 aprile"
"Chiaramente non possiamo esprimere soddisfazione, proprio perché il numero importante di uscite dimostra ancora di più lo stato attuale della crisi che sta attversando il Gruppo - conclude Ciro Marino, segretario di Uglm Torino -. Di contro, proprio per la grande insoddisfazione di quelli che si legano alla quiescenza, sono loro stessi a chiedere di poter utilizzare dello strumento volontario per poter uscire stremati e legarsi alla pensione. Auspichiamo che la manifestazione unitaria prevista per il 12 aprile, possa invertire questa tendenza e ritornare a parlare di assunzioni".
Repole: "Quali sono i veri progetti per Mirafiori?"
Cupe riflessioni anche per l'arcivescovo di Torino, monsignor Roberto Repole, che in una nota ufficiale fa sapere come "La notizia di altri 1.520 posti di lavoro in esubero nelle sedi torinesi di Stellantis, in particolare a Mirafiori, è purtroppo una doccia fredda per Torino in questi giorni che dovrebbero portarci alla festa e alla serenità della Pasqua. Torno a domandarmi e a domandare quali siano i veri progetti per Mirafiori: un eventuale piano di rilancio della produzione non è in contrasto con la continua riduzione dei posti di lavoro?".
E aggiunge: "Il rilancio e la produzione di nuovi modelli di auto richiederebbe tra l’altro adeguamenti industriali con tempi lunghi di realizzazione, anche di anni: cosa accadrà nel frattempo degli operai in cassa integrazione, persone alle quali va il mio primo pensiero in questo momento? Saranno conservati in attesa al loro posto?".