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Attualità | 27 febbraio 2024, 07:10

Transizione ecologica, da Torino appello sul nucleare: "Se non si può produrre, almeno teniamo sul territorio la ricerca"

A ESC, evento organizzato da Coesa, dibattiti con politici e imprenditori sul mix energetico necessario per abbandonare le fonti fossili. Tra i presenti anche Stefano Buono, ad di Newcleo, start up - unicorno sul fronte del nucleare di quarta generazione

Transizione ecologica, da Torino un appello sul nucleare

Transizione ecologica, da Torino un appello sul nucleare

A Torino la politica e l'industria si sono incontrate per trattare il tema della transizione ecologica. La prima edizione di ESC - The next energy, evento organizzato dall'energy service company Coesa, ha visto dialogare politici e industriali sulla filiera dell'energia, sul tema del mix energetico necessario per abbandonare le fonti fossili. Tra le soluzioni, presente il nucleare come energia a impatto zero.

Ad aprire l'evento l'assessora alla transizione ecologica di Torino Chiara Foglietta. "È un onore per la città di Torino essere qui e accompagnare in questo lungo e complicato viaggio - ha dichiarato Foglietta -. Ho capito che nessuno può farlo da solo ma dobbiamo farlo insieme, dobbiamo aiutarci se vogliamo colmare la distanza tra chi può permettersi un'auto elettrica e chi fa fatica a fare un pieno di benzina. Lavorando insieme il futuro può essere meno drammatico e lacerante, possiamo farlo solo se mettiamo insieme la competenza delle imprese, la politica che non guarda all'oggi ma al domani e le persone".

In seguito hanno dialogato con Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24, la senatrice di Italia Viva e membro della commissione ambiente Silvia Fregolent e l'eurodeputato e capogruppo del PD nel Parlamento Europeo Brando Benifei, il secondo in collegamento video. È stato toccato l'argomento di come le istituzioni stanno affrontando la transizione ecologica, con particolare focus sui problemi derivanti dalle deleghe che hanno le Regioni nel normare in materia. "Il 5% in aumento della spesa sulla transazione ecologica è stato legato solo al PNRR - ha commentato Fregolent - e quindi ha trovato cortocircuiti tra Stato e Regioni, che peggiorerà con l'autonomia differenziata. Ad esempio, il Governo ha emanato un decreto per facilitare il fotovoltaico, mentre il Piemonte dello stesso colore successivamente ha fatto l'opposto per tutelare gli agricoltori locali".

"C'è confusione tra le due azioni a livello locale e nazionale, come ha spiegato la collega, per quanto riguarda il fotovoltaico e i terreni agricoli - ha proseguito Benifei - Anche sul tema del packaging il Parlamento Europeo ha fatto un provvedimento sul riciclo mentre il Governo italiano ha proposto una linea non seguita da nessuno stato".

Sul nucleare, è stata sottolineata l'importanza di effettuare la ricerca sul territorio, per evitare una fuga di competenze su un tema che entrerà sempre di più al centro del dibattito e delle politiche di transizione energetica. "Almeno la ricerca facciamola sul nostro territorio - ha dichiarato Fregolent - non per una sovranità energetica ma perché è assurdo che le nostre competenze vengano utilizzate dagli altri paesi, quando abbiamo imprenditori italiani che devono emigrare perché non trovano terreno fertile".

"Sul nucleare dobbiamo fare in modo che la ricerca ci sia sul nostro territorio - ha concluso Benifei - credo che sia importante anche sostenere le comunità energetiche a livello territoriale".

Successivamente, si è svolto un tavolo di confronto con il cofondatore e CEO di Newcleo Stefano Buono, il Vice Rettore per l'Internazionalizzazione del Politecnico di Torino David Chiaramonti, il Ceo di E.ON Italia Luca Conti, l'Energy Manager di Lavazza Barbara Conti, il Direttore operativo di Environment Park Torino Davide Damosso, il Presidente di Elettricità Futura Agostino Re Rebaudengo e l'amministratore delegato di Coesa nonché coordinatore della filiera Energy and Sustainable Mobility dell'Unione Industriali Torino Federico Sandrone.

All'interno del mix energetico necessario alla transizione ecologica, insieme a fonti rinnovabili come fotovoltaico e idrogeno, sarà fondamentale fare un ragionamento sull'energia nucleare, consapevoli della resistenza ancora forte che trova nell'opinione pubblica in Italia.

"La paura ha evitato al nucleare di esistere negli ultimi anni in Europa, ma la paura di altre cose lo sta anche riportando nella discussione - ha commentato Stefano Buono, il cofondatore e Ceo di Newcleo, startup presente anche in Piemonte che si occupa di ricerca e produzione di reattori nucleari - C'è bisogno della componente nucleare se si vuole attaccare la componente di petrolio e gas. Ci sono paesi che forse arriveranno al 100% di produzione nucleare: la Slovacchia, e due paesi che ci arriveranno vicini che sono la Germania e l'Austria. Per quanto riguarda le scorie il nucleare ne produce molte meno di quelle che sono prodotte da altri processi, e durano 250 anni non 250 mila".

Francesco Capuano

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