Presidio ieri pomeriggio di Casa del Popolo Estella davanti al Comune di Torino per chiedere la riapertura dello Spazio “Non-Solo Mamme” di via Poma 14.
Diritto studio per studentesse madri
Fino a poco tempo fa, presso il CPIA 3 Torino Tullio De Mauro, era attiva questa struttura che garantiva il diritto allo studio alle studentesse madri, offrendo loro la possibilità di lasciare i propri figli a personale qualificato in uno spazio 0-6, mentre frequentavano le lezioni. Un servizio essenziale soprattutto per le donne migranti.
Effrazione ed atti vandalici
Dopo la pausa estiva però lo spazio non ha mai riaperto a causa di alcuni vetri rotti e qualche escremento sul pavimento, a causa di un'effrazione avvenuta all'inizio di settembre. “Le stime dei tecnici del Comune, - spiegano da Casa del Popolo Estella - intervenuti per un sopralluogo, parlano di un danno di circa 2000 €, sufficienti a riaprire il plesso e permettere il riavvio delle attività”.
“Sono passati -aggiungono - cinque mesi in cui il plesso di via Poma è rimasto chiuso e vuoto, in cui le donne iscritte al CPIA 3 Torino non hanno potuto studiare, un tempo interminabile capace di inficiare le attività di un intero anno scolastico”. A presentare una mozione ed interpellanza, non ancora discussa, sul tema la consigliera del M5S Tea Castiglione.
Risorse per la manutenzione
Una situazione nota al Comune, di cui in questi mesi si sono interessati sia l’assessore all’Istruzione Carlotta Salerno che quello alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli. I CPIA sono scuole sotto la competenza amministrativa ed economica del Ministero dell’Istruzione, ma Palazzo Civico negli scorsi anni aveva deciso di erogare un contributo straordinario per via Poma. Fondi, come è noto, che non “sarebbero stati disponibili per l’anno scolastico 2023/2024”.
Ma ci sono buone notizie per lo Spazio “Non-Solo-Mamme”. “Le risorse economiche per la manutenzione – spiegano Salerno e Rosatelli - sono ora disponibili e proprio pochi giorni fa è stato fatto un ulteriore sopralluogo, per accertarsi che le condizioni dello stabile non fossero peggiorate”. “L'Amministrazione – aggiungono - è in costante dialogo con il dirigente anche perché una volta terminati i lavori è fondamentale che le attività e i progetti inizino immediatamente all'interno della struttura, per limitare al minimo i rischi di una nuova vandalizzazione”.