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Sanità | 18 dicembre 2023, 11:50

Anche a Torino e in Piemonte oggi si fermano i medici, saltati circa 2.000 interventi: "Non è possibile lavorare in queste condizioni"

Terza giornata di sciopero contro il Governo, stavolta tocca a Cisl, Aaroi Emac, Fvm e Fassid. "Stipendi, pensione, ritmi di lavoro. Ma anche l'edilizia sanitaria è drammatica"

Anche a Torino e in Piemonte oggi si fermano i medici, saltati circa 2.000 interventi: "Non è possibile lavorare in queste condizioni"

"Fermarsi 24 ore per evitare che la Sanità si fermi più tardi". Ecco lo slogan che declina a livello torinese e piemontese lo sciopero dei medici che oggi impatta tutta Italia. L'adesione va dall'80 al 100%. E chi sta comunque prestando servizio per le emergenze, lo fa con una coccarda sul camice che recita "Sto scioperando".

Si stima siano circa 2.000 gli interventi saltati oggi, a livello regionale. E dopo il 17 novembre e il 5 novembre, quando sono scese in campo le altre sigle, questa volta tocca ad altre 4 realtà sindacali. Regia, insomma. Non divisione.

Una Manovra con tanti "sintomi"

"Non è accettabile una Manovra che non sblocca il tetto assunzioni, non stabilizza i precari della Sanità, non finanzia i rinnovi contrattuali, non mantiene le promesse e favorisce la fuga dal sistema sanitario, favorendo le cooperative, il primato e i gettonisti - dice Gilberto Fiore, che rappresenta il mondo degli anestesisti e pronto soccorso voce presidente regionale di Aaroi Emac -. Vogliamo difendere la sanità pubblica e il sistema sanitario, le pensioni e gli stipendi di chi era definito eroe durante il Covid e assicurare a tutti un servizio adeguato".

Carenze di organico 

"A livello piemontese ci sono circa mille anestesisti, ma ne mancano circa 200: mancano le nuove leve, ma anche i concorsi. E se apriranno nuovi letti di rianimazione promessi ai tempi del Covid, la necessità sarà ancora più ampia", aggiunge Fiore.

"Anche la categoria dei radiologi, soprattutto nelle vaste aree, mostra enormi zone scoperte - Gianpaolo Di Rosa, coordinatore regionale di Fassid -. I concorsi vanno a vuoto, ma tanti si dimettono per lo stress e il carico di lavoro.  Il problema è anche legato ai ritmi cui i professionisti sono sottoposti".

La fuga verso il privato

"I medici vanno sempre più verso il privato, in Piemonte come in Italia, perché non è più valorizzante stare nel pubblico - concorda Mariasusetta Grosso, segretaria generale di Cisl medici Piemonte - e si favorisce questo esodo con politiche nazionali". 

"Bisogna rimettere al centro dell'agenda nazionale e regionale il problema del servizio sanitario - dice Maurizio Bologna, presidente veterinari FVM per il Piemonte -. Abbiamo ancora il blocco delle assunzioni fermo al 2014, è inaccettabile e nemmeno questa volta è stata inserita una norma in Finanziaria. Si è pensato solo a tappare i buchi di bilancio, mentre non si fa nulla per recuperare risorse dell'evasione fiscale. Le condizioni di lavoro e la remunerazione devono essere attrattive, ponendosi almeno a livello europeo. Invece si strizza l'occhio al privato".

Edilizia che scricchiola e nessuna lezione dal Covid

"Anche l'edilizia sanitaria è in condizioni drammatiche - aggiunge Fiore -. E intanto si attendono da decenni le nuove strutture, tra ospedali e parco della Salute". "A distanza di pochi anni dal Covid, ci ritroviamo a dover chiedere di non danneggiare il sistema sanitario nazionale", aggiunge Di Rosa.

Massimiliano Sciullo

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