Torino non deve diventare il museo delle cere. E’ tanta la preoccupazione del Partito Democratico di una fuga della Rai dal capoluogo piemontese: se la vendita del grattacielo di via Cernaia era stata accolta con rammarico, il timore è ora tutto rivolto al termine del contratto di affitto del centro di via Cavalli, che ospita oggi circa 500 lavoratori.
“Torino sia centrale per la Rai”
“Ci aspettiamo che il Governo, che parla tanto di valorizzazione dei territori, non trascuri una realtà importante come Torino: siamo consapevoli della necessità delle aziende di risparmiare, ma non si può smobilitare un centro così importante. Sia per i lavoratori, che per garantire la pluralità dell’informazione” ha affermato la vice presidente del Senato Anna Rossomando. Una posizione condivisa dal senatore Pd (e componente della Commissione di Vigilanza Rai) Francesco Verducci: “Chiederemo che nel prossimo contratto di servizio e piano industriale il ruolo di Torino sia evidenziato”. Così come nero su bianco si richiede che siano scritte le ricadute economiche su Torino della vendita del grattacielo di via Cernaia.
Concordia istituzionale? Il messaggio a Lo Russo e Cirio
Ed è proprio per rivendicare il ruolo centrale di Torino che il Pd ha lanciato un messaggio al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e (seppur più soft) anche al sindaco di Torino Stefano Lo Russo. “Siamo contenti della concordia istituzionale ma deve servire. Se Torino e il Piemonte rimangono fuori da tutto non serve” ha affermato Nadia Conticelli, capogruppo del Pd.
Il buon rapporto tra sindaco e Governatore aveva portato buoni risultati con i fondi della metro 2, ma ultimamente la scottante delusione della sede dell’authority antiriciclaggio sembra aver gettato dubbi e ombre su questa strategia.
“La concordia istituzionale su progetti di lunga gittata deve esserci. Ma deve essere vera, non di facciata. Cirio dica ai suoi che il Piemonte non vuole essere il cul de sac del Nord” ha proseguito la capogruppo Dem.
Cirio? “Difenda di più il Piemonte”
Le parole più dure sono però rivolte al presidente della Regione e alla maggioranza: “Cirio non sta facendo gli interessi del Piemonte. Fino a ora la maggioranza in consiglio regionale non ha affrontato il tema Rai. Mi auguro ci sia maggior sensibilità su questo ordine del giorno” ha detto Domenico Rossi, segretario regionale Pd.
Anche Rossomando ha chiesto a Cirio di impegnarsi maggiormente: “I toni pacati servono fino a un certo punto, ci sono tante occasioni mancate. Servono assist a livello governativo, la partita si gioca lì”.