È appena ricominciata la scuola, e già a Torino si teme il ritorno del traffico intenso tra le 7 e le 8 di mattina. Il suono della prima campanella che porta con sé l’ansia della fretta, la corsa verso il bus, le spole in macchina tra un istituto e l’altro. Ma ripartire con il giusto sprint è possibile, e senza negatività. Come? Cambiando le abitudini di spostamento, ad esempio.
È l’idea nata un anno fa da una mamma come tante altre, ma con una maggior cura per l’ambiente e la salute dei suoi figli. Prendere come base il concetto di scuolabus o piedibus, ma applicarlo alle biciclette, su percorsi predefiniti che colleghino strategicamente diversi punti della città con scuole di vario ordine e grado. Spostamenti da un punto a un altro fatti da bambini e ragazzi in gruppo, compatti, per poter raggiungere la scuola senza rischiare incidenti nel traffico cittadino.
Si chiama “Bike to School”, e, a partire dal ristretto gruppo di amici e conoscenti con cui inizialmente era stato condiviso, il progetto aspira ora a raggiungere un maggior consenso istituzionale.
“Nasce dal desiderio di creare dei percorsi condivisi sicuri per accompagnare i bambini a scuola in bici e promuovere l'autonomia dei ragazzi più grandi”, spiega Simona Martini Carignano, la promotrice. “Vorremmo realizzare delle vere e proprie linee dove i ciclisti in gruppo si possano muovere insieme sostenendosi, proteggendosi e offrendo sicurezza e occasioni di educazione civica a chi partecipa, ma anche a chi li vede semplicemente passare”.
Simona è mamma di tre ragazzini di 11, 13 e 14 anni e abita tra la Gran Madre e il parco Michelotti. Non ha problemi di spostamento coi mezzi pubblici, ma ci tiene a inculcare in famiglia la cultura della bici a impatto zero sull’ambiente. E ha ipotizzato finora due linee ciclabili prendendo come modello le sue esigenze di mobilità quotidiana.
La prima va dal parco Michelotti fino al Politecico, passando per piazza Vittorio Veneto, via Principe Amedeo, via Carlo Alberto, via Andrea Doria e corso Matteotti. Un tracciato che potrebbe servire molte scuole, tra cui i licei Gobetti e Gioberti, Palazzo Nuovo, l’Accademia di Belle Arti, il liceo Massimo D’Azeglio, l’istituto Sommelier e il Politecnico. La seconda parte sempre dal Michelotti e arriva alla dentiera di Superga, in corso Casale, per poi raggiungere l’istituto Spinelli e il liceo francese “Jean Giono”.
Dopo un anno di comunicazione sui social, supportata da una pagina Facebook, Simona ha deciso di sottoporre l’iniziativa alle istituzioni, sia a livello comunale che circoscrizionale. Proprio in questi giorni sono in corso degli incontri per ragionare sull’applicabilità di questi percorsi su due ruote a larga scala, soprattutto nelle zone in cui non c’è continuità di pista ciclabile ed è più rischioso per i ragazzi pedalare in mezzo alle macchine.
“Spero di poter attirare l’attenzione dell’amministrazione”, spiega, “perché è un’iniziativa che non necessita di risorse economiche, ma solo di spirito organizzativo e buona volontà. Basta condividere ogni giorno un percorso fra ciclisti, pubblicizzando il più possibile l’attività. Sicuramente iniziare la giornata con una bella pedalata di venti minuti, anziché aspettare il pullman e poi viaggiare schiacciati in mezzo a un ammasso di persone, migliora l’umore e fa bene alla salute”.